Chi sono

"La mia scrivania è un po' come un'isola: potrebbe essere qui come in un altro paese. Facendo lo scrittore una parte del mio lavoro la posso svolgere in solitudine, non importa dove, in una casa isolata in mezzo alla campagna, o in un'isola, e questa casa di campagna io ce l'ho nel bel mezzo di Parigi. […] Una vocazione da topo di biblioteca che prima non avevo mai potuto seguire adesso ha preso il sopravvento, con mia piena soddisfazione, devo dire. Non che sia diminuito il mio interesse per quello che succede, ma non sento più la spinta a esserci in mezzo in prima persona." (Italo Calvino)
"Venite pure avanti voi con il naso corto, signori imbellettati io più non vi sopporto. Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio, perché con questa spada vi uccido quando voglio […] Tornate a casa nani, levatevi davanti. Per la mia rabbia enorme mi servono giganti." (Cyrano, Francesco Guccini)
"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza." (Dante, Inferno XXVI)

Critico per elezione, scienziato e ricercatore per impostazione, scrittore, semiologo e giornalista per formazione, insegnante e divulgatore (si noti la differenza fra divulgare e volgarizzare) per vocazione, intellettuale, filosofo. È la definizione di ciò che non per scarsa modestia, ma per abbondanza di entusiasmo miro ad essere. Ma a questo dedicherò la seconda parte. Ora il sito. Un sito che ho pensato minimo, sempre mutevole, in lenta ma continua progressione verso un'ipotesi di affinazione. Un lascito spirituale - trasferimento dell'anima dal corpo all'opera, per farla sopravvivere - che accompagni la mia crescita e colga il mio essere in incessante trasformazione. Ma anche un omaggio alla rete, alla sua libertà e alle potenzialità che oggi rappresenta. Una cittadinanza virtuale per mettere a disposizione di chi vorrà considerarle utili le mie doti di sintesi, gusto, versatilità, sensibilità, organizzazione, costanza, applicazione, disciplina.
Una raccolta di idee, riflessioni, scritti, consigli e citazioni per chi non vuol rinunciare al diritto di pensare; l'apertura virtuale della mia eterogenea biblioteca, perché arte, scrittura e vita coincidono.
La parola salva la vita e noi siamo le nostre parole: una narrazione non influisce solo sul presente ma anche sul passato, reinterpretandolo.
Le cose che troverete nelle varie sezioni del sito si compenetrano e completano a vicenda, gran parte non sono nuove, tutto è già stato detto: l'abilità sta solo nel saperlo ritrovare.
Laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università di Torino nel 2005 con una tesi in Semiotica del testo, coltivo con fierezza un'intensa passione per la lettura e la scrittura, nutrendo un inesauribile interesse per la cultura, la comunicazione, la matematica (da buon matematico dilettante - nel senso del diletto, cioè del divertimento - tendo ad essere una persona eccentrica, a più dimensioni; non a caso matematica deriva da mathesis, "l'arte dell'apprendimento"...), la fisica, le scienze naturali, l'arte, la filosofia del linguaggio, la letteratura. Tra gli hobby en plein air prediligo invece i viaggi, la fotografia, il trekking, la mountain bike.
Pur eleggendo la razionalità e la pianificazione logica a modelli di vita, non amo il riduzionismo e la settorializzazione dei saperi; sono viceversa attratto dall'interdisciplinarietà, dalla versatilità, dalla creatività, dalla complessità, dall'ecletticità perché credo che consentano una maggiore apertura mentale e determinino relazioni più interessanti (“Le cose importanti accadono ai confini” R. Hoffmann). Causa la costante mancanza di tempo per realizzare i miei scopi e la perenne voracità intellettuale - curiosità e desiderio profondo di conoscere ed apprendere sempre cose nuove (da Itaca e ritorno) - la mia preparazione si svolge in prevalenza da autodidatta, assecondando quell'aspetto di stoica autosufficienza, autarchia, epicureismo che mi contraddistingue. Ciò ha lo svantaggio di richiedere assiduamente metodo, costanza e applicazione; ma consente per converso la libertà di poter scegliere in ogni momento i propri maestri e permette di mantenere in ogni istante una buona dose di presenza critica e di autonomia di pensiero.
Superati da poco i 27 anni, mi restano ancora molti sogni intatti e tante idee da realizzare. Essendo costretti a delle scelte, la rinuncia alle alternative pesa sempre; ma, grazie a Dio ed anche a un po' di ottimismo, fino ad ora il bilancio è positivo. Penso che nessuno debba mai desistere dalle proprie aspirazioni, altrimenti c'è da pentirsene per tutta la vita. Spesso i desideri non si realizzano subito, ma questo non è fondamentale; il viaggio è più importante della meta, la vera felicità sta nel perseguirli, perché parti e non sai mai dove arrivi: con la passione, la volontà e la determinazione tutto diventa possibile.
Una buona preparazione culturale senza dubbio aiuta a migliorare l'autostima, ma non esaurisce le potenzialità di una persona. Altrettanto importante ed arricchente è la riscoperta della dedizione disinteressata e dei valori umani autentici. La conoscenza poi deve andare di pari passo con la saggezza e non deve mai essere disgiunta da una buona dose di correttezza morale e intellettuale (studiare e lottare per un mondo migliore). Puntare tutto su una cosa, significa solo vivere con la paura di perderla; come in ogni buona economia è invece necessario diversificare, tenendo aperte molteplici prospettive e possibilità su cui contare.
Dice Leo Buscaglia che la scoperta di noi stessi è la sfida più grande a cui siamo chiamati: se la accettiamo non avremo molta pace, ma è anche matematicamente certo che non ci annoieremo mai. E continua: “A ridere c'è sempre il rischio di apparire sciocchi. E con ciò? Dico spesso che la gente mi considera un po' matto. Ma io mi diverto un mondo, mentre le persone sane di mente muoiono di noia. […] Perché dovremmo uniformarci ai dettami di chi pretende di insegnarci a stare al mondo?”. “Se non vivi come pensi, finirai per pensare come vivi” è il monito di Beppe Grillo. Per dirla alla Odifreddi, invece, “chi si accontenta (forse) gode, ma chi non si accontenta stragode”. Questi sono anche i miei auguri, per chi ha pazientato fin qui!

P.S. Ovviamente ciascuno è - per fortuna o purtroppo - anche molto di più di ciò che scrive e comunica.

Torino, 07/01/2007

Marco Corino